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IL
CONSUMATORE PIU' MALTRATTATO
Sulle
confezioni dei cibi e dei prodotti cosmetici vengono riportati
diligentemente gli ingredienti. Sui pacchetti di sigarette no.
Per esempio non viene neppure riportato che circa il 20 per
cento del contenuto delle sigarette è rappresentato dagli
additivi (sono circa 600 sostanze aggiunte al tabacco).
Tra
queste sostanze aggiunte ci sono anche quelle che inducono alla
dipendenza (vedere a tal proposito la sezione sugli Stati Uniti
che segue. Basta entrare nei siti delle grandi multinazionali
americani per avere la lista, che riporta l'elenco delle
sostanze omettendo spesso informazioni fondamentali).
Nel
fumo di tabacco sono contenute più di 4000 sostanze tossiche.
Chi fuma un pacchetto al giorno assorbe in un anno l'equivalente
di una tazza di catrame e in 20 anni 6 chilogrammi di particelle
di polvere. Nicotina, condensati (catrami o bituminosi),
monossido di carbonio e certi gas irritanti (ossidi d'azoto,
formaldeide, Acroleina, ecc.) sono gli agenti più nocivi nel
fumo per la salute.
Se
è vero che il fumatore è consapevole del pericolo potenziale
del vizio del fumo, è anche vero che non gli viene spiegata
l'origine dei pericoli, che sono:
1- la nicotina, che è una droga. Quella che genera la
dipendenza, ovvero l'incapacità di smettere, fatale per il 50
per cento dei fumatori assidui (una riduzione di vita dai 10 ai
15 anni).
2- il condensato che è ciò che rimane dalla combustione del
tabacco e degli additivi, è la componente pesante, per
intenderci il catrame, che in parte viene trattenuto dal filtro,
in parte entra nei polmoni di chi fuma. La percentuale di
catrame dipende dalla varietà di tabacco, più o meno forte, ma
anche dal modo di aspirare la sigaretta e la frequenza delle
boccate.
LA
SMOKING-MACHINE: OVVERO COME MENTIRE AI FUMATORI
Le uniche due informazioni presenti sul pacchetto sono le
avvertenze circa i pericoli per la salute (che servono più che
altro a tutelare legalmente i produttori che, se coinvolti in
processi, possono sempre pararsi dietro un "noi lo avevamo
detto") e i livelli di catrame e nicotina contenuti in ogni
sigaretta.
L'Europa
ha posto un limite massimo di 12 mg (quasi tutte le marche hanno
un campionario si sigarette forti che raggiungono il limite
massimo e varietà che stanno sotto questo limite). Anche i
livelli di nicotina vengono fissati, e se si nota bene, sono
circa il 10 per cento del catrame (perché è questa la normale
proporzione).
L'avere
posto dei limiti lascia presupporre che superarli potrebbe
nuocere alla salute. Le norme prevedono che sul pacchetto
vengano riportati il contenuto per sigaretta di nicotina e
condensato. I valori vengono misurati facendo fumare una
macchina, la smoking-machine, la stessa usata in tutta Europa,
che aspira 35 cc di fumo in 2 secondi ogni 60 secondi, facendolo
passare attraverso un filtro sul quale si deposita il condensato
(quello che aspirerebbe il fumatore). In Italia è il Monopolio
di Stato a controllare a turno i livelli di tutte le sigarette
in commercio, comprese quelle che produce. Quindi colui che
dovrebbe essere controllato è anche il controllore. Ma questo
è un problema secondario. Quello primario sta nella procedura.
Il quale prevede che il simulatore "fumi" con un
tiraggio e per un numero di volte prestabiliti. Lontani dalla
realtà.
Lo
ha recentemente provato il Professor Giuseppe Lazzarino
(ordinario di biochimica all'università di Catania) insieme a
ricercatori dell'Università di Tor Vergata e del Cnr di Roma
durante uno studio sperimentale condotto sull'efficacia di un
nuovo filtro inserito nel tradizionale filtro di cellulosa.
Questo filtro sembrerebbe capace di trattenere il 98,5 per cento
del condensato. Ma dalle analisi condotte pesando questi filtri
la percentuale di condensato trattenuto (quello in pratica non
aspirato) si è scoperto che gli 80 fumatori volontari
sottoposti all'esperimento non fumano affatto come la
smoking-machine. Il 25 per cento di loro aveva prodotto una
quantità di condensato, trattenuto dai sistemi filtranti, ben
superiore al valore scritto sul pacchetto, nel 5 per cento dei
casi anche tre volte tanto. E' evidente che il modo di fumare
"umano" è diverso da quello simulato. I fumatori
dovrebbero sapere che quei livelli sono parametri
"medi" (informazione che gli viene negata) e che il
loro modo di fumare condiziona enormemente la quantità di
sostanza cancerogena che aspirano.
LE
SIGARETTE AMERICANE, ANZI ITALIANE
In seguito alle vicende giudiziarie statunitensi il ministro
Alfonso Pecoraro Scanio ha dichiarato che l'Italia dovrebbe
chiedere, così come ha fatto Bill Clinton, un risarcimento per
danni alla salute alle multinazionali americane che hanno
manipolato le sigarette al solo fine di aumentare la dipendenza.
Il Monopolio di Stato invece non avrebbe mai manipolato il
tabacco delle sue sigarette. Ma chi lo ha detto? L'ho chiesto ai
diretti interessati (gli eredi del Monopolio, i responsabili
dell'ETI).
Avrei voluto avere la risposta alle questioni che seguono o una
intervista chiarificatrice:
- la lista degli additivi,
- se è stata aggiunta di ammoniaca alle sigarette. Italiane
Non
ho avuto alcuna risposta scritta, l'intervista e neppure una
cortese risposta.
Quindi
non sappiamo se il Monopolio ha manipolato le "sue"
sigarette, però sappiamo che nei suoi stabilimenti ha prodotto
e produce sigarette straniere su licenza. Chi produce potrebbe
non sapere delle manipolazioni, almeno a detta del dottor Farone.
Dipende dall'accordo che ha stipulato la Philip Morris con il
Monopolio (e con tutti coloro che producono le sue sigarette su
licenza). Con un altro fax chiedo all'ETI di mostrarmi l'accordo
o riferirmi gli estremi. Nessuna risposta. La faccenda è
fondamentale, perché se anche il Monopolio (l'ETI) fosse a
conoscenza da tempo dei sistemi manipolatori delle
multinazionali americane la complicità sarebbe evidente.
E
ancora una volta il fumatore è l'ultimo ad essere tutelato. Non
riusciamo a capire come mai alcuni politici gridano contro le
lobbies americane senza guardare in casa propria e soprattutto
al fatto che l'Italia produce ancora su licenza le sigarette
"manipolate". Le continua a produrre sebbene la
vicenda americana del giuramento collettivo dei big manager del
tabacco e le denunce degli insider che li hanno incastrati
risale a quattro anni fa. Quattro anni nei quali nessun politico
si è attivato a bloccare questa produzione su licenza. Quindi
chi ha iniziato a fumare in questi quattro anni, il giorno in
cui si ammalerà a chi dovrà fare causa: a chi ha inventato la
sigaretta manipolata, o a chi l'ha prodotta, sapendo?
Per
informazioni giuridiche: CODACONS (Coordinamento delle
associazioni di per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli
utenti e consumatori): http://www.codacons.it e-mail: uln@codacons.it
Tel. Ufficio legale nazionale 06/3724971
Per
chi vuole smettere partecipando ai gruppi di disassuefazione per
il fumo organizzati (gratuitamente) dalla Lega italiana per la
lotta contro i tumori: telefonare 02/2663481 (o telefonare alla
sede più vicina).
STATI
UNITI ALL'ATTACCO
La battaglia legale contro il fumo negli Stati Uniti sta dando i
suoi primi frutti proprio quest'anno. Negli Stati Uniti a
differenza dell'Europa le compagnie del tabacco stanno
cominciando a perdere i processi che i fumatori intentano per
risarcimento danni, come testimoniano le due recenti cause
clamorose (in Florida e California). E' innanzitutto la
conseguenza della serrata azione antitabacco attuata da Bill
Clinton che si è dichiarato nemico numero uno del fumo. Per la
prima volta nella storia le compagnie del tabacco sono state
oggetto di investigazioni approfondite permettendo l'attivazione
del processo legale che ha costretto le compagnie del tabacco a
pagare a 51 stati 246 miliardi di dollari rateizzati in 25 anni
come risarcimento per le spese sanitarie causate dal fumo.
E'
cambiata anche la mentalità dell'opinione pubblica (quindi
delle giurie popolari) e all'origine di tutto c'è il giuramento
che i big manager del tabacco fecero davanti al Congresso
americano quando il 14 aprile del 1996 giurarono all'unisono
"A mio parere la nicotina non dà alcuna
assuefazione". Nelle mani dei congressisti antilobbies del
tabacco c'erano documenti riservati che provavano lo spergiuro.
Documenti che un giovane avvocato originario di Chicago aveva
dato al deputato democratico Henry Waxman. Quello fu l'inizio
del crollo di immagine dei produttori di tabacco americani.
L'avvocato è Clifford Douglas, il primo a scoprire gli "insider",
i chimici delle compagnie del tabacco come Jeffrey Wigand la cui
storia è stata raccontata nel film "The insider". Lo
abbiamo incontrato a casa sua, dove lavora, alle porte di
Detroit nel Michigan.
Riportiamo
di seguito l'intervista che è stata trasmessa :
Clifford
Douglas
«Quando i 7 top manager delle compagnie del tabacco alzarono la
mano e giurarono che secondo loro la nicotina non dà
assuefazione più di una tazza di te, alcuni membri del
congresso non sapevano ancora tutta la verità, ma io avevo dato
ad alcuni di loro documenti che li misero in grado di fare
domande imbarazzanti e raccogliere dichiarazioni che avrebbero
in seguito dimostrato che i big manager non stavano dicendo la
verità.»
D:
Si sono accordati tra loro?
R:
«Sì, nel 1972, ci fu in un incontro segreto nelle isole
Martins nel quale uno dei principali scienziati della Philip
Morris, dichiarò ai suoi colleghi delle altre compagnie che il
fumo non esisterebbe senza nicotina e che la manipolazione della
sigaretta non doveva tanto mirare al gusto ma ad aumentare la
dipendenza. E in questi ultimi decenni hanno speso milioni di
dollari per raggiungere questo fine.
Questi sono documenti altamente riservati del 1978 mostrano come
gli avvocati di una compagnia del tabacco discutono di come
tenere nascoste alcune informazioni e documenti. Questi per
esempio erano tenuti in studi europei, e non negli Stati Uniti,
proprio per evitare che venissero trovati.»
D:
Come ha fatto ad entrare in possesso di questi documenti? Li ha
rubati?
R:
«Alcuni documenti erano quelli che le compagnie del tabacco
dovevano mostrare alle corti di giustizia ma erano vincolate dal
segreto. Qualcuno da dentro ha violato questo segreto... facendo
sapere della loro esistenza. Questo è estremamente illegale ma
è una forma di disubbidienza civile che ha permesso di scoprire
tante verità. Altri documenti segreti mi arrivavano
direttamente a casa o alle associazioni per la tutela della
salute... Probabilmente perché ai tempi ero l'unico avvocato
che lavorava sul tabacco. E fu per questo probabilmente che mi
contattò "Tosse profonda".»
-- Tosse
profonda, il nome in codice del primo informatore, un insider
come vengono chiamati quelli che lavoravano per le compagnie del
tabacco. --
D:
Chi è tosse profonda?
R:
«Ah, non glielo posso dire. Ci sono soltanto sei persone che
conoscono la sua identità... Le posso dire soltanto che era un
ricercatore della RJ Reynolds. Era turbato per quello che i suoi
ex datori di lavoro stavano dicendo. Ma aveva anche molta paura.
Tosse profonda disse una cosa che ai tempi, sentirla, fu
impressionante.. Ovvero che le sigarette vengono manipolate per
aumentare la dipendenza. Grazie a queste persone adesso siamo a
conoscenza del fatto che le compagnie del tabacco sapevano che
il fumo dà assuefazione e che avevano una tecnologia avanzata
che permetteva loro di manipolare le sigarette. E che avevano
due possibilità: una era di rendere le sigarette più sicure,
due: di manipolarle al punto da rendere i fumatori più
dipendenti dal vizio. E loro hanno deciso per questa seconda
strada.»
-- Quel
giuramento ha attivato una reazione a catena, suscitando delle
crisi di coscienza ad alcuni ricercatori delle compagnie del
tabacco americane. La reazione di alcuni di loro fu quella di
svelare scottanti verità. Uno di questi oggi vive in
California, 50 chilometri a sud di Los Angeles e William Farone,
chimico, direttore della ricerca applicata per sette anni alla
Philip Morris. Quando nel 1996 la food and drug amministration
contattò il dottor Farone lui avrebbe potuto tacere o meglio
ancora testimoniare nei processi a favore della compagnia per
cui lavorava, come fanno altri suoi colleghi. --
Nota:
I suoi ex-colleghi che testimoniano a favore delle compagnie del
tabacco ricevono consistenti somme come
"ringraziamento" per la fedeltà verso la compagnia, a
detta di William Farone. Gli "insider" finiscono con
l'avere spesso problemi professionali e quasi nessuno è
riuscito a rientrare in attività nel campo della chimica. Il
dottor Farone è riuscito comunque a creare una sua attività
imprenditoriale perché, come ha dichiarato, non ha clienti
legati alla Philip Morris.
Segue
il testo dell'intervista al dottor William Farone
William
Farone
«Hanno fatto un prodotto per distribuire una droga, concepito
perché la gente la assimili. una droga che però passa
attraverso uno strumento che fa male. Le faccio un paragone:
alcune persone si drogano iniettandosi la cocaina usando un ago
pulito, nel caso del tabacco la gente fuma per inalare nicotina
che entra nei polmoni insieme a sostanze cancerogene. è come se
si usasse un ago sporco.»
-- Il dottor
Farone mostra le manipolazioni utilizzate al solo fine di
aumentare la dipendenza. Come l'aggiunta di cacao che libera,
con la combustione del tabacco, un alcaloide che si chiama
teobromina e che ha un effetto broncodilatatore. --
«Sì,
è stato così... ma bisogna fare attenzione, perché
inizialmente il cacao e la liquirizia vennero aggiunti per
migliorare il sapore. Si sapeva ma in modo marginale dei loro
effetti. Ma quando si è capito non è stato detto a nessuno. E
sono stati aumentati i dosaggi.»
-- Nel 1996,
agli investigatori della fda il dr mostra i documenti in cui si
descrive nel dettaglio come veniva studiata la dipendenza dalla
nicotina nei laboratori della Philip Morris. Due ricercatori che
lavoravano per lui provarono scientificamente quel che fino
allora era solo teoria. --
«Hanno
fatto un test sui topi, che erano indotti a schiacciare un
bottone tutte le volte che volevano la nicotina. I topi si usano
anche per studiare la dipendenza dalle altre droghe. Se una
sostanza dà assuefazione a un topo ci sono alte probabilità
che ciò avvenga anche nell'uomo.»
D:
La Philip Morris aveva la possibilità di ridurre la nicotina
dalle sigarette?
R:
«Ovviamente sì, crearono un prodotto che non ne aveva. si
chiamava next, lanciato su l mercato agli inizi degli anni 90.
Ma non ha incontrato i favori del pubblico. e questo è ovvio:
chi vuole fumare soltanto per ingerire fumo?! è chiaro che si
fuma per il bisogno di nicotina! Questo è un documento PM, da
questo grafico si può vedere che più ammoniaca si aggiunge al
tabacco più sale il rapporto tra catrame e nicotina. NON serve,
insomma, aggiungere nicotina, ci sono varietà di tabacco anche
manipolato che ne hanno già molta, ma si possono usare sostanze
che ne facilitano la fuoriuscita e quindi l'assimilazione, come
l'ammoniaca.»
-- Questo
documento esce dalle stanze segrete dell'RJR .Si faceva di tutto
per scoprire perché la Marlboro vendeva di più. --
«Negli
anni 70 la Brown & Williamson e la R.J Reynolds si misero a
studiare la Marlboro, scientificamente, perché stava diventando
la sigaretta più popolare. e scoprirono l'esistenza del cacao,
della liquirizia e dell'ammoniaca... E aggiunsero alle loro
sigarette più cacao, liquirizia e ammoniaca. Qui si può vedere
che tutti i prodotti Philip Morris che avevano la nicotina che
si libera più facilmente nel corpo vendevano di più. E si può
vedere che la Winston, per esempio, dove la nicotina si liberava
meno facilmente aveva meno fortuna sul mercato.»
-- Un
documento che dimostra prima di tutto che le industrie del
tabacco sapevano, e sanno, dell'importanza della nicotina per le
loro tasche. --
D:
Quando lei era alla Philip Morris aveva trovato un sistema per
ridurre i rischi per la salute che non è stato applicato?
R:
«Non l'hanno fatto. E' corretto dirlo.»
D:
Cosa avrebbero potuto fare?
R:
«Tra le sostanze cancerogene tipiche della combustione del
tabacco ci sono le nitrosammine.. Si uniscono all'azoto e
reagiscono con la nicotina ed altri alcaloidi; l'associazione di
queste tre sostanze forma un composto che si chiama "NNK",
altamente cancerogeno. Riducendo l'azoto l'nnk non si forma. La
tecnologia per farlo esiste, esisteva anche allora, quando io
proposi lo studio. Ma loro non lo fecero, perché la ritenevano
una procedura troppo costosa!»
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Alan
Landers, che per molti anni è stato il modello per
gli spot pubblicitari delle sigarette Winston,
racconta la sua storia di fumatore che poi si è
ammalato (due volte di cancro al polmone e di infarto)
nel sito http://www.tangled.com/winstonman/.
Oggi Alan Landers dedica gran parte della sua vita
incontrando i giovani degli Stati Uniti e di tutto il
mondo per fare prevenzione raccontando la sua
esperienza. Per chiunque volesse contattarlo: E-mail: WINSTONMAN@webtv.net
Joseph
Cherner è il fondatore del comitato SMOKEFREE
EDUCATIONAL SERVICES, INC. che ha sede a N.Y. e che
rapprensenta una delle più agguerrite associazione
antitabacco.
http://www.smokescreen.org
E-mail: Smokefree@usa.net
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